Super User
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Salvatore Barba

Published in I relatori di #WIRE16

I primi minuti dopo un terremoto sono quelli più concitati. Spavento, pericolo, comportamenti irrazionali, e a volte mancanza di preparazione. Qualche volta ci si ricorda di chiudere le utenze prima di mettersi al sicuro dagli eventuali crolli. Studi sul comportamento umano mostrano come gli individui impiegano diversi secondi per prendere coscienza di un terremoto e decidere come agire sulla base di informazioni insufficienti. SEISMOCLOUD si propone di aiutare le decisioni e la gestione della emergenza sismica, con tre funzionalità principali: 1) è un sistema sperimentale di allerta rapida da terremoto, 2) può fornire una mappa dettagliata di scuotimento delle abitazioni, 3) può fornire informazioni sullo stato delle persone. A questo fine, il sistema raccoglie dati da sensori MEMS connessi, dai cellulari, e dalle persone in crowdsourcing. Dotato di funzioni di social networking, SEISMOCLOUD aiuta a relazionarsi con amici e familiari e raccogliere testimonianze. Adeguatamente diffuso, SEISMOCLOUD può fornire alle persone alcuni secondi molto importanti per proteggersi prima di uno scuotimento più forte. In un tempo trascurabile elabora e diffonde i dati su terremoti, case e persone. SEISMOCLOUD è rapido perché implementa algoritmi innovativi. L’utilizzo di elettronica di consumo a basso costo ne facilita la diffusione e l'integrazione nei sistemi di domotica. SEISMOCLOUD è realizzato da studenti e docenti della Sapienza Università di Roma e da ricercatori Ingv.

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Maria Pedone

Published in I relatori di #WIRE16

In recent time natural and, mostly, anthropic CO2 emissions in the atmosphere have severely exasperated Earth’s global warming. Knowledge that the planet will not be able to tolerate the CO2 increasing in the atmosphere should not be dismissed; and human effects, still rising, should certainly be monitored and mitigated. I propose the use of a device able to quantify and absorb atmospheric CO2 to be placed starting from the highly urbanized areas, in indoor and outdoor environments. This consists in three parts: a filter for CO2 absorbing from the atmosphere; a sensor for quantifying the CO2 trapped in the filter; and a monitor displaying, in situ and remote, the CO2 absorption-level; achieving the dual effect of lowering and monitoring the CO2 emissions. This may be placed near factories, in buildings, and also inserted as a new module as part of the air conditioners. In the latter case, even in indoor environments, you could keep down the level of CO2, and reduce the energy consumption costs due to the traditional air circulation (and accordingly prevent the further CO2 emissions!). I propose an innovative technology of algal mat (made out of cyanobacteria and sediments), now used for biofuel, but to be also applied to the realization of the filter absorbing the CO2; overcoming the ecological problem of mats’ overpopulation in the ocean, disrupting the underwater marine life. Finally, the captured CO2 (in the filter) will be supplied to the agro-alimentary industries.

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